Collemosso e il seicento: perché il XVII secolo, crepuscolare per eccellenza, è una risorsa stratosferica per vedere meglio l’era moderna?

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Come sappiamo Collemosso è una frazione gestita dal comune di Nocera Ombrosa, entrambi luoghi inesistenti eppure molto reali nella mia FINCTION che trova in queste location delle suggestioni letterarie condominiali al top! Ispirato dal materiale presente in https://www.passaggimagazine.it/articoli/lumbria-e-al-verde-e-la-sanita-va-in-crisi/ dove si gioca scherzosamente con il fatto che l’Umbria sia una regione verde insuperabile, intendendo ben altro visto che si fa riferimento all’ attuale crisi regionale, accentuata certo dal virus ma già presente gravemente prima, dove la metafora del verde va traslata a un portafoglio che piange. Ma partiamo dall’ inizio. Collemosso non sarebbe mai esistita senza quel cinghiale devastatore di vigne del Signore noto come Lutero l’eretico! Dopo aver divulgato la sua dottrina protestante la Chiesa Romana Cattolica si trova costretta a sferrare una controffensiva con una azione energica, nota come controriforma e riesce a consolidare la sua presenza sul territorio ACCORPANDO alla fine del cinquecento più parrocchie frammentarie. Collemosso nasce da questa logica politica anche nella realtà. Normale quindi concentrare tutta l’attenzione sul seicento anche perché segna un confine di svolta tra il VECCHIO MONDO e quello NUOVO che sta per nascere e questo grazie a scienziati come Galileo ma anche a filosofi come CARTESIO che spaccano letteralmente la vision generale dall’ ontologia alla gnoseologia (ossia dall’ indagine sull’essere di Aristotele alla ricerca della verità da conquistare tramite processi conoscitivi). Quindi vivendo a Collemosso che come dice il nome significa terramossa volendo intendere anche frazione colpita pesantemente da un terremoto che non si limita a distruggere la materia solida, non posso che raccontare del seicento, questo perchè il periodo mi dà dei vantaggi espressivi non indifferenti, primo fra tutti quello di muovermi in maniera incondizionata senza subire ricatti dall’ attualità in un’era che ha molti punti di contatto e analogie con la nostra attuale. Ma quali sono queste differenze ed eventuali parallelismi visto che la rivoluzione digitale di fatto sposta queste due epoche in posizioni diametralmente opposte? Sviscerando https://www.passaggimagazine.it/articoli/lumbria-e-al-verde-e-la-sanita-va-in-crisi/ e girovagando sul mio progetto http://umbriawayformazione.altervista.org/ci_project_seicento/ ho fatto una serie di accostamenti che qui vi propongo all’ indirizzo: http://umbriawayformazione.altervista.org/uwcode/contesto.html ma a questo punto tutto questo cercare e accostare, comparare e vivisezionare a che funge? Il progetto seicento ha una chiara finalità CREATIVA, dalla conoscenza preliminare del periodo vuole mettere a fuoco quelli che sono eventi salienti che avranno una precisa collocazione all’ interno della mia prossima produzione letteraria, che é in fermento e che sta producendo delle idee che sembravano dispersive e bidimensionali in tridimensionali. Urge comunque una risposta alla domanda attuale l’Umbria del 2021 é sempre più verde o sempre più al verde? Per orientarsi e dare una risposta non resta che studiare il seicento!

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