Anatomia di un webmaster: chi é, cosa fa, come si nutre e perché sa tutto senza sapere nulla, un esempio pratico dove l’asticella si muove propositiva

In generale la denominazione web master in sé non significa nulla perché i mestieri che si incrociano dentro questa categoria sono tanti e molteplici, ci sono competenze di comunicazione e marketing dentro così come background da web designer e web developer. Quindi è assolutamente vero che di per sé il web master proprio perche spazia in tanti diversi settori di fatto é impossibile che sappia tutto all’ interno di una sottocategoria specifica. Prendiamo l’esempio seguente dove da una idea imprenditoriale pseudo seria (valida a livello didattico per fare un pò di training) che ha le sue precedente puntate all’ indirizzo:

https://umbriawayinfo.wordpress.com/https://umbriawaydeveloper.wordpress.com/

https://umbriawaydesign.wordpress.com/

Siamo partiti da una idea base, creare un motore di ricerca inedito dedicato alla birra, poi perfezionata passando da una pagina a tre, cercando di migliorare la sturttura con una migliore organizzazione del codice in procedurale, ma adesso ci troviamo nella necessità di trasformare sempre di più questa idea in un un prodotto professionale completo, come fare? La fortuna di essere web master ci consente proprio di stare a galla su problematiche grafiche da web designer, quelle di sviluppo da web developer e quelle puramente di comunicazione che richiedono un minimo di senso estetico per l’interazione utente e quindi in prospettiva fidelizzazione. Il primo problema da risolvere è quello grafico, quindi abbiamo inserito nel body un css in linea e scaricato da https://unsplash.com/ che ci risolve il problema roialty e fornisce immagini di qualità accattivanti:

style=”background: #E5D7CC url(images/beer.jpg) repeat-x center top;”

questa istruzione all’ interno del body cattura una immagine e la posiziona sullo screen seguendo certi criteri di ripetizione e orientamento, ovviamente il web master non é un web designer quindi se non si ricorda a memoria l’informazione se la va a cercare su Internet. Ok! Poi con tornano al mestiere del web designer usando PHOTOSHOP facciamo degli aggiustamenti di fotoritocco tipo schiarire lo sfondo e tagliare parti ridondanti. Fatto! A questo punto il prodotto finale ci dice che abbiamo fatto un bel salto in avanti ma non basta. Bisogna migliorare un pò gli aspetti legati alla connessione al database perché le soluzioni proposte negli articoli citati in testa sono troppo easy, mentre noi da sviluppatori (un altro mestiere dove non si finisce mai di imparare neanche rinascendo) vogliamo che la SICUREZZA diventi parte integrante delle nostre applicazioni. In particolare PHP mette a disposizione una CLASSE PREDEFINITA per il collegamento al DB che é PDO. Grazie a questa tecnica è possibile modellare QUERY con degli stati più complessi che rendono il lavoro dei CRACKER avvezzi al loro sql-injection più duro del previsto per tentare di impadronirsi di dati altrui. Quindi anche qui, siccome non esiste una query in rete che faccia al nostro caso specifico bisogna CERCARE e PRENDERE dalla rete quelle situazioni base dove poi andremmo a personalizzare il nostro applicativo. Nello specifico vediamo che cosa si è fatto per migliorare il tutto a livello di codice (sempre tra tag PHP canonici ):

 //recupero le variabili in transito sulla URL usando la superglobals $_GET
  if(isset($_GET['search'])){
    $get_value = $_GET['user_query'];
    if($get_value==''){

      echo "<center><b>Please go back, and write something in the search box!</b></center>";
      exit();
    }

    //Using MySQL con PDO:
    $dsn = "mysql:host=localhost;dbname=nometuodatabase;charset=utf8";

    // recupero il valore delle variabili $username e $password esternamente
    require('config.php');

    $db = new PDO($dsn, $username, $password);

    // setup PDO to throw an exception if an invalid query is provided
    $db->setAttribute(PDO::ATTR_ERRMODE, PDO::ERRMODE_EXCEPTION);

    // Next, let's prepare a statement for execution, with a single placeholder
    $query = "SELECT * FROM nometabella WHERE site_keywords like ?";
    $statement = $db->prepare($query);

    // Create some parameters to fill the placeholders, and execute the statement
    $parameters = ["%$get_value%"];
    $statement->execute($parameters);

    // Now, loop through each record as an associative array
    while ($row_result = $statement->fetch(PDO::FETCH_ASSOC)) {

      $title=$row_result['title'];
      $link=$row_result['link'];
      $tipo=$row_result['tipo'];
      $alcol=$row_result['alcol'];
      $desc=$row_result['desc'];
      $history=$row_result['history'];
      $image=$row_result['image'];

      echo "<div class='results' style='padding:60'>

      <h2>$site_title</h2>
      <img src='images/$image' width='88' height='100' style='float:left;padding-right:4px;margin-right:4px;'/>
      <a href='$link' target='_blank'>$link</a>
      <p align='justify'>$tipo - $alcol - $desc</p>
      <p align='justify'>$history</p>
      </div>";
    }
  }

Si noti che anche qui abbiamo maggiormente tutelato il contenuto di alcune variabili usando l’espressione vista negli altri due articoli, perché il concetto é che se lavastoviglie esiste e può servire perché non usare un require per esempio:

require(‘config.php’);

Lo script di fatto non fa altro che catturare una variabile stringa da un campo testo, la cicla sulla stessa pagina dinamicamente finché il suo valore viene catturato e inserito all’ interno di una query per un confronto da dove si evince che tipo di estrapolazione fare. Si noti la complessit° del costrutto in PDO rispetto alle query dei primi due articoli é palese che qui ci abbiamo guadagnato a livello di sicurezza! Da notare inoltre la stringa iniziale molto molto molto molto molto molto importante:

    $dsn = "mysql:host=localhost;dbname=nometuodatabase;charset=utf8";

Perché integra una istruzione finale che ci eliminerà il problema dei caratteri accentati nel testo e altre anomalie legate a nefandezze sugli apici e apostrofi che é charset=utf8, il det di codifica dei caratteri! Quindi alla fine per migliorare la nostra WEB APP abbiamo dovuto usare una classe come PDO (lavoro da programmatori), sfruttare delle conoscenze visive di usabilità e comunicazione per veicolare la grafica, perché nel frattempo abbiamo anche fatto da web master i web designer implementando fogli di stile e CSS. Un lavoro completo, ma attenzione: un web master non andrà in giro a dire che é in grado di sviluppare applicazioni complesse nè tantomeno a diffondere il verbo che lui come web designer cammina sulle acque! Il web master ha conoscenze generalizzate su tutto il mondo web che gli consentono di andare a cercare quello che necessità per tirare su quello che serve e non è semplice copia e incolla visto che l’idea di un MOTORE DI RICERCA DEDICATO ALLA BIRRA non è una cosa che si incontra in rete tutti i giorni ma frutto di una intuizione di business personale! In ogni caso il post vuole essere un momento di anatomia e di riflessione per osservare quanto lavoro e quanti mestieri ci sono dietro cose apparentemente semplici che sembrano facili.

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