agenzia web marketingSe sei in una discoteca ricordi meglio la calca, i giochi di luce o la cacofonia di suoni chiede agenzia web marketing? L’auto che avete acquistato l’avete scelta in base alla forma e quindi alla linea aereodinamica, il rombo del motore o alla comodità dei sedili? Nel tempo libero preferite andare ad un concerto, a una mostra di quadri o in palestra? In vacanza vi attraggono i suoni della natura, preferite fare sport o siete estasiati dai paesaggi? Parlando con uno sconosciuto immagimate quello che sta per dire e cosa pensa o preferite ascoltare ogni parola o vi concentrate sulla sensazione che provata? Quando volete imparare una cosa nuova preferite osservare per imitare, chiedere istruzioni o provare direttamente? Se siete in una city che non conoscete usate la cartina, chiedete informazioni o preferite andare a intuito? Quando dovete svolgere più attività vi fate una lista e vi vedete svolgerle, vi chiedete quali cose fare o vi sentire irriquieti finché non avete svolto tutti i vostri compiti? Che ci colpisce di più della persona che abbiamo davanti? Come é vestito? Il tono della voce o come si muove? Quando avete tempo libero preferite vedere la TV, distrarvi con lavori manuali o ascoltare buonma musica? Quante domande eh agenzia web marketing! Rispondendo a tutte queste domande potremmo prendere confidenza con tutti i nostri filtri sensoriali che sono appunto VISIVO, CINESTESICO e AUDITIVO. Se ci alleniamo a riconoscere questi canali alla fine possiamo individuare quello prevalente dell’ interlocutore ed effettuare calibrazioni e ricalchi adeguati. La percezione della realtà passa attraverso il mondo esterno e quello interno, i sensi elaborano tutta una serie di informazioni che poi vengonostratificate internamente tramite, pensieri ed emozioni, riporta agenzia web marketing. Si parla quindi di individuare le rappresentazioni interne dell’ interlocutore ma non é un lavoro che si può fare in un attimo, occorre entrare nelle politiche del marketing dell’ascolto e improvvisarsi detective. Suoni, visioni, sensazioni, forse un cult movie come Dare Davil potrebbe aiutarci a mettere meglio a fuoco il caleidoscopio interiore che sconvolge incessantemente la nostra CPU interna. I dfiltri sensoriali dominanti possono essere quindi esterni ma anche interni perché se é vero che vedo ciò che mi circonda, é anche vero che sono in grado di recuperare informazioni seppellite nella nostra storia personale velocemente. Lo stesso vale per gli altri due canali, perché con la memoria posso interrogare il nostro database interno. Individuando il filtro sensoriale dominante, troviamo una strada tutta in discesa e adattare le nostre strategie di comunicazioni al meglio per centrare il nostro obiettivo di vendita per esempio. Tornando a bomba in primis nel processo di vendita ma non solo come strategia conviene analizzare il linguaggio, poi si ascolta il paraverbale e infine la comunicazione non verbale che come si sa ci assorbe per il 55% nella sua valenza. Una volta che conosciamo noi stessi e nostri filtri preferenziali possiamo capire meglio la natura dell’ interlocutore che nel caso della vendita coincide con il cliente finale. Possiamo mettere meglio a fuoco lo scacchiere del cliente con la famosa griglia multidimensionale che sostanzialmente é un quadrato da tre caselle per tre dove abbiamo in alto le diciture visivo, auditivo e cinestesico e lateralmente i tre pilastri della comunicazione cioé verbale, non verbale e paraverbale. Come nelle più famose battaglie navali l’interesezione tra caselle suggerisce un approccio metodologico per cui se dicessi C2 andrei a interecettare la casella del paraverbale per gli auditivi e a quel punto l’analisi lavora sul ritmo se é modulato, con che velocità si esprime l’interlocutore, se c’è musicalità, se la parlata é espressiva, risonante o se la voce o monotonale come un diapason, sottolinea agenzia web marketing. Se dicessi per esempio casella A3 troveremme i predicati sensoriali legati alla vista per cui l’analisi riguarda termini come chiarezza e immaginazione, le azioni sono quelle di mettere a fuoco e inquadrare, dare un occhiata, fare una scenata in un modo di esprimersi indica chiaramente l’attitudine a un filtro VISIVO da parte dell’ interlocutore. Tutte queste informaziioni e modalità di calibrazione ci aiutano a ricalcare meglio la potenziale vittima della firma (anche se l’espressione può sembrare molto brutta é proprio di ottimizzazione del tempo e di risultati che parliamo in un contesto BCE) e a raggiungere i nostri obiettivi. Lo schema é allegato con tutta la combinazione delle varianti riscontrabili e a questo punto non resta che parlare di prossemica e di distanza del corpo. Anche qui serve una certa gradualità, non si può andare addosso all’ interlocutore, certamente esiste una intima distanza, una distanza sociale e una distanza pubblica e occorre contestualizzare le situazioni per evitare errori grossolani soprattutto se alla fine della filiera esiste quel famoso obiettivi centrato nelle sue aspettative lavorate in working in progress con agenzia web marketing.

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